Scopri cos’è la cedolare secca sugli affitti a Roma, i vantaggi fiscali e come funziona nel 2025 con esempi pratici e riferimenti legali.
Sono Federico Canziani, agente immobiliare a Roma, aiuto chi vuole vendere o acquistare casa con professionalità e trasparenza.
Indice dei contenuti
- Cos’è la cedolare secca sugli affitti
- Aliquote e funzionamento nel 2025
- Vantaggi e svantaggi della cedolare secca
- Aspetti legali e notarili da conoscere
- Esempio pratico a Roma
- Conclusioni e consigli pratici
Introduzione e contesto
Il mercato degli affitti a Roma continua a rappresentare una parte centrale dell’economia immobiliare, soprattutto in quartieri centrali come Trastevere, Prati e San Giovanni, dove la domanda resta elevata.
Chi possiede un immobile e desidera affittare casa a Roma deve conoscere gli strumenti fiscali a disposizione. Uno dei più utilizzati è la cedolare secca, un regime agevolato che consente di semplificare la tassazione sugli affitti e ottenere vantaggi economici.
In questa guida completa vedremo cos’è, come funziona, quali sono le aliquote aggiornate al 2025 e quali valutazioni fare prima di sceglierla.
Cos’è la cedolare secca sugli affitti
La cedolare secca è un regime opzionale che consente ai proprietari di immobili ad uso abitativo di sostituire l’IRPEF e le relative addizionali con un’imposta sostitutiva fissa.
In pratica, al posto della tassazione progressiva sul reddito, il proprietario paga una percentuale fissa sul canone di locazione pattuito nel contratto.
Questo regime è previsto dal D.Lgs. n. 23/2011 ed è applicabile solo in caso di locazione a uso abitativo, escludendo immobili commerciali salvo eccezioni temporanee.
Per esempio, se un appartamento a Roma viene affittato a 1.000 € al mese, il locatore può scegliere di tassare tale reddito con la cedolare secca invece che con l’IRPEF ordinaria.
Vuoi approfondire i termini tecnici? Consulta il Glossario immobiliare Roma.
Aliquote e funzionamento nel 2025
Nel 2025 la cedolare secca prevede due aliquote:
- 21% → applicabile ai contratti di locazione a canone libero (4+4).
- 10% → applicabile ai contratti a canone concordato (3+2), validi nei Comuni ad alta tensione abitativa come Roma.
La scelta si effettua al momento della registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate o in sede di proroga.
Esempio numerico
- Canone annuo: € 12.000 (1.000 € al mese).
- Cedolare secca 21%: imposta annua = € 2.520.
- Cedolare secca 10% (canone concordato): imposta annua = € 1.200.
Con il regime ordinario IRPEF, invece, lo stesso canone andrebbe tassato secondo gli scaglioni progressivi (23% – 43%), con un importo generalmente più alto.
Per ulteriori dati sull’andamento degli affitti consulta l’analisi aggiornata sugli affitti a Roma settembre 2025.

Vantaggi e svantaggi della cedolare secca
Vantaggi
- Aliquote fisse e ridotte rispetto all’IRPEF ordinaria.
- Esenzione da imposta di registro e bollo su contratti, proroghe e risoluzioni.
- Semplificazione fiscale: l’imposta si paga con modello F24 senza calcoli complessi.
- Prevedibilità dei costi, utile per pianificare entrate e investimenti.
Svantaggi
- Nessuna deduzione o detrazione: le spese (ad esempio manutenzione straordinaria) non sono deducibili.
- Scelta vincolante per l’intera annualità: non è possibile tornare all’IRPEF prima della scadenza del periodo fiscale.
- Limitazioni per alcuni contratti commerciali: dal 2020 la cedolare secca sugli immobili C/1 non è più applicabile, salvo eccezioni temporanee.
Se desideri approfondire le differenze tra prezzo e valore nella valutazione immobiliare, leggi la guida su prezzo e valore di un immobile a Roma.
Aspetti legali e notarili da conoscere
Dal punto di vista legale, l’opzione per la cedolare secca comporta la rinuncia all’aggiornamento del canone, inclusa la rivalutazione ISTAT. È quindi importante che il locatore valuti bene questa scelta prima di sottoscrivere il contratto.
Inoltre, il locatore deve comunicare con raccomandata la rinuncia agli aumenti al conduttore (oggi l’Agenzia delle Entrate accetta anche la notifica digitale).
Dal lato notarile, pur non essendo necessaria la stipula di un atto pubblico per la locazione, capita spesso che il notaio verifichi le dichiarazioni del venditore in caso di compravendita di un immobile già locato con cedolare secca. Questo serve a garantire trasparenza verso l’acquirente.
Per una panoramica generale sul diritto immobiliare ti consiglio la guida completa sul condominio e diritto immobiliare a Roma.
Esempio pratico a Roma
Un proprietario di un bilocale a Monteverde, acquistato come investimento, decide di affittarlo a studenti universitari.
- Canone concordato: 750 € al mese.
- Canone annuo: 9.000 €.
- Cedolare secca al 10% = 900 € di imposta annua.
Senza cedolare secca, con tassazione IRPEF ordinaria, lo stesso reddito avrebbe comportato circa 2.000–2.300 € di imposte (a seconda del reddito complessivo del proprietario).
Questa scelta ha permesso al locatore non solo di risparmiare sulle tasse, ma anche di semplificare la gestione fiscale e di rendere più competitivo l’affitto sul mercato romano.
Conclusioni e consigli pratici
La cedolare secca sugli affitti a Roma nel 2025 resta una delle soluzioni fiscali più vantaggiose per i proprietari di case, soprattutto in città con alta domanda di locazioni.
Tuttavia, prima di optare per questo regime, è importante valutare:
- la tipologia di contratto (libero o concordato);
- la possibilità di rinunciare all’adeguamento ISTAT;
- la convenienza rispetto al proprio reddito complessivo.
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